Chiappini, “Folli, sonnambule, sartine”

Innamorate, folli, vittime, sonnambule, le donne sono le protagoniste del melodramma, che trova il centro emotivo e fantastico nelle loro pene e nei loro ardori; sia che vestano i panni di regine, sacerdotesse o di semplici paesane, le eroine operistiche conducono il gioco che si conclude immancabilmente con la loro immolazione sacrificale. Da Medea a Mimi, la donna riempie la scena con la sua tragica presenza, ma soprattutto con la sua voce, intrisa di sensualità e padronanza tecnica. Perché è tanto appassionante la sconfitta dell’eroina? Cosa ci comunica la qualità della voce di un’interprete? Perché la storia di Traviata continua a commuovere le platee disincantate di oggi? Questo libro cerca di svelare il segreto che ancora oggi il melodramma è riuscito a mantenere, come ultimo prezioso cifrario dei sentimenti.

[Quarta di copertina]

Medea, Norma, Carmen, Lodoiska, Nina, Linda, Amina, Semiramide, Lucrezia, Maria, Lucia, Violetta, Gioconda, Santuzza: alcune delle donne ritratte nella prima delle due parti del libro, “Da Medea a Mimì“, dove  Simonetta Chiappini esamina, come recita il sottotitolo, la voce femminile nell’Ottocento italiano. L’autrice delinea la psicologia di ognuna di esse, e la scrittura tradisce la sensibilità di una penna femminile nel tratteggiarne la figura: la voce di queste eroine non è solo strumento di comunicazione, foriero quindi di un messaggio, poiché la voce stessa, nelle sue modulazioni, nelle sue cromie e nei suoi tempi manifesta la natura della protagonista. Protagonista spesso incontrastata, perno centrale del melodramma, emblema del sentimento di cui l’opera si fa esempio, che incarna la morale intrinseca nel libretto. Siano esse “folli, sonnambule, sartine”, l’autrice cristallizza la natura di ognuna di queste eroine in immagini che chiariscono il suo ruolo nel dramma, restituite al lettore con un intero apparato di nozioni utili a comprenderne la statura.

Naturale, etnica, italiana, erotica, castrata, romantica, nera: le voci enunciate in “Peripezie vocali“, seconda parte del libro. In questa sede viene analizzato lo strumento stesso della donna, la sua voce, come mezzo espressivo, calato in diversi contesti.  Da queste voci, alle quali viene attribuita una realtà ben delineata dall’autrice, se ne trae una sorta di nomenclatura che dà vita al glossario costituente le peripezie vocali.

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Comments
2 Responses to “Chiappini, “Folli, sonnambule, sartine””
  1. simonetta chiappini ha detto:

    Vedo ora la sua bella recensione. Grazie
    Simonetta Chiappini

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