Starobinski, “Le incantatrici”

E’ da folli credere al meraviglioso, ammoniscono le disavventure di Don Chisciotte; eppure il gusto per il meraviglioso perdura nel piacere dello spettacolo. Alleandosi alla musica, facendo ricorso alle antiche fiabe e alle convenzioni del teatro, la poesia ha inventato un nuovo spazio per il suo dispiegamento: l’opera. E’ qui che tutte le figure del desiderio, dell’errore e dello sviamento delle passioni possono essere messe in atto o sventate, tutte le autorità e i poteri messi in discussione. Qui le incantatrici tengono in pugno gli eroi dopo averli allontanati dalla loro strada. Ma il trionfo delle incantatrici non dura. Sono l’incarnazione dell’arte che moltiplica i piaceri, ma che al tempo stesso sa bene quanto la propria sovranità è precaria.
[Quarta di copertina]

Di questo libro a me è piaciuto dapprima il titolo: “Le incantatrici” già mi evoca una dimensione trascendentale, quasi onirica che fa sperar bene. Il libro non è il solito saggio o il trattato in cui si compendiano asetticamente nozioni e cenni storici. L’evocazione del titolo, in questo caso, è il filo conduttore di questo viaggio all’interno dell’elemento “meraviglioso” che abita nelle opere liriche che l’autore qui ripropone. La tripartizione del libro segue questi criteri: la prima parte, “Cantare, sedurre“, coivolgi nomi di compositori, filosofi, personaggi fino a culminare in quello di Carmen, che incarna l’ideale di malia e seduzione. La seconda sezione è interamente dedicata a Mozart, in cui l’elemento del “meraviglioso” è preponderante in molte delle sue opere, che qui vengono raccontate con dovizia di particolari e offrendo spunti molto interessanti per una lettura più consapevole: Le nozze, Don Giovanni, Così fan tutte, Il faluto magico e Idomeneo occupano ciascuno i capitoli di questa seconda sezione. La terza  sezione richiama l’attenzione su quell’aspetto descritto in quarta di copertina: “le autorità e i poteri messi in discussione” si traducono nelle “Usurpazioni e rivolte” che raccolgono nell’ultima sezione del libro opere le cui vicende vivono gli stessi cotrasti e dinamiche da cui il titolo. L’incoronazione di Poppea, l’Alcina di Handel,  I Capuleti e i Montecchi, la Manon di Massenet, Ariane et Barbe-Bleue, l’Elektra di Strauss concludono questo viaggio trascendentale tra le opere dove il “meraviglioso” pervade la vicenda e la caratterizzazione dei personaggi

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