Opera Gala, Cortona

In occasione dell’inizio del Tuscan Sun Festival a Cortona, il Teatro Signorelli ha ospitato il concerto di gala d’apertura. Il teatro è piccolo ma grazioso, dall’acustica buona ma dalla temperatura infernale (almeno in piccionaia dov’ero io, obbligato nella scelta dal prezzo impopolare di palchi e platea) ma nell’intervallo una battuta con una maschera del teatro sulle sedie da campeggio del loggione contro quelle imbottite dei palchi mi è valso il trasferimento in un palco quasi frontale in secondo ordine, da cui mi sono goduto la seconda parte del programma, quella più piacevole e quella cui avrebbero fatto seguito anche i probabili bis. Sul palco:

Marcello Giordani tenore
Ekaterina Scherbachenko soprano

Gisèle Ben-Dor direttrice d’orchestra

Orchestra della Toscana

Giordani era una scelta “sicura”: tenore già affermato, particolarmente attivo negli States, di casa ormai al Met. Mi incuriosiva sentire la Scherbachenko, vincitrice del BBC Cardiff singer of the world 2009 e già applaudita al Bolshoi nei ruoli che erano in programma per il concerto. Questa la scaletta:

Tchaikovsky: Polonaise dall’Eugene Onegin
Tchaikovsky: Scena della lettera dall’Eugene Onegin
Cilea: Lamento di Federico (“E’ la solita storia del pastore”) da L’Arlesiana
Bizet:La fleur que tu m’avais jetée” (Don José) da Carmen
Bizet: L’Arlesienne Suite No. 1:  Adagietto e Carillon
Bizet: “Parle-moi de ma mère’” (Micaëla, Don José) da Carmen
Mozart: Ouverture da Don Giovanni
Puccini: “Si, mi chiamano Mimi” (Mimì) da La Bohème
Puccini: “Ch’ella mi creda libero e lontano” (Dick Johnson) da La fanciulla del West
Puccini: “Donna non vidi mai” (Des Grieux) da Manon Lescaut
Puccini: Crisantemi                                
Puccini: “E lucevan le stelle” (Cavaradossi) da Tosca
Mascagni: Intermezzo da Cavalleria rusticana
Puccini: “O soave fanciulla” (Rodolfo e Mimì) da La Bohème

Bis: “Signore ascolta” (Liù) da Turandot
Bis: “Nessun dorma” (Calaf) da Turandot
Bis: “Libiamo ne’ lieti calici” (Alfredo e Violetta) da La traviata

Dopo la Polonaise eseguita dall’orchestra, sempre dell’Onegin la Scherbachenko (statuaria bellezza russa) ha intonato la scena della lettera di Tatiana: non mi posso pronunciare con troppa convinzione su questo punto, non conoscendo l’opera molto bene, ma i 12 minuti della scena mi sono bastati a capire che il timbro è veramene bello, anche se magari perde un po’ di quella purezza e rotondità di suono nel registro grave. La Scherbachenko lascia il palco al nostro tenore d’esportazione che nel “lamento di Federico” tradisce qualche problema d’emissione di suono, tant’è vero che nella successiva aria, “La fleur” dalla Carmen, son quasi certo d’averlo sentito rischiararsi la voce: niente di tragico insomma. Le due voci si riposano mentre l’orchestra propone una selezione dell’Arlesiana, rimanendo ancora su Bizet, per poi uscire e partecipare al duetto tra Micaela e Don Josè della Carmen, a concludere la prima parte del programma del concerto.
Abbandonata la piccionaia e seduto ora in comode poltroncine in secondo ordine, la seconda parte del concerto inizia con l’ouverutre del Don Giovanni per poi abbandonare Mozart ed approdare a tutt’altro repertorio: di lì in poi avremmo ascoltato tutto Puccini, eccen fatta per l’Intermezzo dalla Cavalleria. Entra la Scherbachenko ed emoziona con “Sì, mi chiamano Mimì”, seguita da Giordani che però non esegue, come da programma, “Ch’ella mi creda” da La fanciulla, ma direttamente l’aria di Des Grieux dalla Manon: al che ho pensato che forse quei problemini iniziali l’avevano convinto a non spingere troppo la voce, anche se “Donna non vidi mai” aveva tutti gli acuti a posto. Il palco vede di nuovo protagonista l’orchestra con Crisantemi di Puccini, cui segue l’immancabile appuntamento del tenore in recital: “E lucevan le stelle”. Dopo aver abdicato la Fanciulla ero in ansia per l’esito di Giordani nell’aria di Cavarodossi, che invece ha eseguito egregiamente. Abbandoniamo Puccini giusto il tempo di bearci dell’Intermezzo della Cavalleria e arriviamo alla fine della seconda parte, suggellata, come la prima, da un duetto tra i due cantanti: “O soave fanciulla”, penalizzato dall’acuto finale di Mimì un po’ gridato.
Iniziano i bis: la Scherbachenko canta con sicurezza e con trasporto Liù, ruolo già debuttato con successo e tra i prossimi impegni del soprano, in programma alla Scala. Poi tocca a Giordani, che smentisce le mie paure sulle condizioni della sua voce intonando “Nessun dorma”, che se all’inizio le tre note basse ripetute erano al limite del suo range vocale, tutte le altre note erano a posto, compreso il bellissimo acuto finale, che gli ha fatto guadagnare applausi a scena aperta e standing ovation alla fine. Meritatissimi: io avevo le lacrime agli occhi e un’andrenalina addosso che mai avevo provato sulle note di Puccini finora. Ultimo bis, ça va sans dire, con le due voci in duetto: quale miglior momento per il Brindisi da La traviata!
Trasferta piacevole, teatro non pieno, dame in gran spolvero, voci di prima scelta ed emozioni a profusione: bellissima serata!

Comments
One Response to “Opera Gala, Cortona”
  1. Micaela ha detto:

    A me piace molto la voce da soprano Maria Rota

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